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DIGITAL MEET 2018: Tra digitalizzazione e tradizione, la “maggiore età” dei musei. Il caso della Fondazione Musei Civici di Venezia

In occasione del DIGITALmeet 2018, il più grande festival italiano di alfabetizzazione digitale che ha l’obiettivo di rendere alla portata di tutti la cultura del digitale, abbiamo incontrato la Fondazione Musei Civici di Venezia per parlare di musei e del loro futuro.

Insieme a Monica Da Cortà Fumei, responsabile dei Servizi Educativi della Fondazione Musei Civici di Venezia, e Andrea Tosatto, della software house Mostaza, abbiamo voluto approfondire quali sono le principali problematiche che un museo si trova ad affrontare oggi per quanto riguarda la comunicazione dei contenuti e come la tecnologia digitale può aiutarlo in questo senso.

Ma cos’è oggi un museo?

Un’istituzione permanente senza scopo di lucro, al servizio della società e del suo sviluppo, aperta al pubblico, che effettua ricerche sulle testimonianze materiali e immateriali, le acquisisce, le conserva, le comunica e le espone.

In particolare, ci siamo soffermati soprattutto sulla parte della comunicazione: come riesce un museo a comunicare al visitatore le opere che ospita e i vari progetti che organizza? E cosa si può fare per comunicarlo al meglio?

Monica Da Cortà Fumei ci ha quindi descritto le varie situazioni che accadono nel momento in cui il visitatore entra in un museo.
Pensaci un attimo: ti sarà capitato molte volte di visitare un museo o una mostra, ma una volta entrato, sei rimasto distratto tutto il tempo dal telefono e hai prestato poca attenzione a quello che avevi davanti a te, oppure avevi poco tempo e hai cercato di ottimizzare al meglio la tua visita, oppure ancora sei rimasto talmente colpito da un’opera da voler approfondire la sua storia.

Una delle esigenze principali che i musei di oggi si trovano ad avere è quella quindi di andare incontro al visitatore, offrendogli una visita su misura per lui e fornendogli i supporti migliori per fargliela apprezzare.

E se parliamo di supporti, come si può inserire la tecnologia in un contesto come questo?

Negli ultimi anni c’è stata una grandissima evoluzione del digitale nell’ambito culturale grazie a tantissime tecnologie dell’informazione come:

  • siti
  • social networks
  • beacons
  • QR Code
  • Realtà Aumentata
  • Realtà Virtuale

Proprio perché esistono tanti e diversi tipi di tecnologie, spesso queste vengono utilizzate nel modo sbagliato: il museo deve quindi avere piena padronanza di questi strumenti, creando contenuti efficaci che sappiano trovare il giusto equilibrio tra comunicazione e tecnologia.

Come trovarlo?

E’ chiaro che chi si occupa dei contenuti deve avere ben chiaro qual è il loro valore formativo e come debbano essere presentati, mentre chi si occupa della parte tecnica di realizzazione degli strumenti deve conoscere perfettamente i limiti delle diverse tecnologie e fare in modo che questi siano poco invasivi.

Grazie all’incontro con Monica Da Cortà Fumei, abbiamo capito che tra le tante necessità di un museo c’è quella di lasciare al visitatore il “suo” tempo di ammirare le opere e dargli la possibilità, quando lo vuole, di chiedere informazioni aggiuntive a una guida.

Com’è finita la chiaccherata? Te lo raccontiamo nel prossimo articolo..